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The Great Blue Hole, Belize

informazioni sul Great Blue Hole, il sito turistico più famoso del Belize

 

La barriera corallina del Belize con i suoi 290 km è la più estesa dell’emisfero settentrionale e la seconda al mondo dopo quella australiana. Lungo di essa innumerevoli cayes, isolette piccolissime o grandi di sabbia bianca e al di fuori i tre grandi atolli corallini di Turneffe islands, Lighthouse reef e Glover reef.


L’atollo di Lighthouse Reef è parzialmente sommerso e comprende alcuni dei siti di immersione meno esplorati del paese, ma anche la sua più imperdibile e famosa attrazione: il Great Blue Hole.

 

Il Blue Hole è una grande dolina carsica subacquea di forma quasi esattamente circolare, profonda 124 metri e larga oltre 300 metri. Il colore blu scuro da cui deriva anche il nome è dato dalla grande profondità della parte collassata a confronto con le acque basse e azzurro verde circostanti.

 

2 great blue hole

photocredit: wikipedia

 

Durante le epoche glaciali quando il mare era più basso del livello attuale, costituiva una grotta calcarea emersa all’interno della quale si sono formate stalattiti e stalagmiti proprio come in molte altre grotte terrestri. Al termine del periodo glaciale, le acque dei ghiacci hanno iniziato a sciogliersi ed il livello del mare ad alzarsi, inondando la grotta finche la volta non è crollata. Il termite tecnico con cui si definisce una struttura come questa è sinkhole, che definisce appunto un inghiottitoio formatosi per sprofondamento della volta di una grotta.
Jacques Yves Cousteau ha reso il sito famoso nel 1971 quando lo esplorò a bordo della sua nave Calypso, dichiarandolo uno dei migliori 10 siti di immersione nel mondo.

 

immersioni nel Great Blue Hole

Il Great Blue Hole è di grande interesse per i subacquei, ma a causa delle pareti quasi verticali (a volte anche strapiombanti) e della grande profondità solo la parte più superficiale è visitabile.


Il vero motivo di richiamo, più che le creature marine che si possono avvistare, sono le pareti stesse, che fino a -28 metri hanno una inclinazione di circa 60°, per poi diventare verticali per -120 metri. Alla profondità di -34 metri si entra in un sistema di grotte, caratterizzate da un grandissimo numero di stalattiti, alcune lunghe fino a 12 metri. I subacquei possono nuotare tra di esse, a patto di prestare grande attenzione al proprio assetto.

 

Più in profondità inizia il regno delle immersioni tecniche, con passaggi più angusti e visibilità molto ridotta, che vengono effettuate solo a fini esplorativi da sub molto esperti.
Nelle zone più profonde la scarsità di luce fa sì che siano difficili incontri con creature marine, mentre a minore profondità è possibile imbattersi in molti tipi di squali, tra cui lo squalo nutrice, lo squalo leuca e lo squalo pinna nera del reef. Tra le altre specie con maggior diffusione la cernia gigante.

 

 

3 grotte sottomarine

photocredit: Robert Scales

 

esplorare il Great Blue Hole

La discesa nel Great Blue Hole è considerata una delle attrattive imperdibili durante un viaggio in Belize. E’ anche piuttosto facile da visitare, tutte le agenzie organizzano escursioni almeno un paio di volte la settimana, tuttavia non si tratta di una esperienza per tutti, le sue caratteristiche lo rendono adatto ai sub particolarmente esperti.


Il periodo migliore per visitarlo è tra i mesi di gennaio e maggio, ma anche gli altri mesi sono adatti.


Da Belize City e da San Pedro sono necessarie almeno due ore di barca per arrivarci. Vista la distanza, il costo delle escursioni non è basso, una intera giornata con 3 immersioni (tipicamente al Blue Hole, ad Half Moon Caye e a Long Caye) compresi pasti e trasferimenti può costare 200$ - 300$.


Il Great Blue Hole è probabilmente anche uno dei posti più affascinanti in Belize sopra il quale lanciarsi col paracadute, per le info su questa attività in Belize vai alla sezione dedicata.

 

 

altri Blue Hole in Belize e nel mondo

Curioso il fatto che in Belize esiste un altro sito quasi con lo stesso nome, ma è molto diverso e meno interessante: il Great Blue Hole (quello di questa pagina) è direttamente ubicato sulla barriera corallina ed è conosciutissimo, mentre l'altro, il Blue Hole, si trova nella parte meridionale del paese in una regione poco visitata ma molto ricca di grotte. Si tratta appunto di quello che resta di una originaria grotta calcarea, la cui volta è crollata cadendo nel sottostante fiume sotterraneo noto come Sìbun River. Il crollo ha causato la formazione di una foiba di quasi 100 metri di diametro e 33 di profondità, alla cui base un laghetto di acque fredde profondo meno di 8 metri.

 

Nel mondo poi esiste un altro famoso Blue Hole, situato ad est della Penisola del Sinai, qualche chilometro a nord di Dahab sulla costa del Mar Rosso. E’ una depressione sottomarina di circa 100 metri di profondità e 50 di ampiezza causata dal crollo della volta di una grotta, che si apre a poca distanza dalla riva. La zona è ricca di corallo e fauna tipica della barriera corallina. Questo sito è tristemente noto per il gran numero di incidenti verificatisi, tanto da avergli fatto guadagnare la fama di luogo d'immersione più pericoloso al mondo e il soprannome di "Diver's Cemetery" (Cimitero dei sub). Gli incidenti si verificano spesso per la difficoltà di individuare il tunnel attraverso la barriera corallina (noto come l"Arco") che collega il Blue Hole col mare aperto, a circa 60 metri di profondità, ben oltre i limiti di un'immersione ricreativa (posto a 40 metri). Inoltre l'Arco è difficile da trovare, in quanto nascosto dall'angolazione d'entrata, è più lungo di quanto sembri (circa 26 metri) e vi è spesso una forte corrente contraria che rende difficile il passaggio.

 

 

curiosità scientifiche sul Great Blue Hole del Belize

Le notizie più recenti ed interessanti a proposito del Blue Hole sono state pubblicate nel 2014 in un articolo su Nature dal titolo “Climatic controls on hurricane patterns: a 1200-y near-annual record from Lighthouse Reef, Belize” (K.C. Denommee, S.J. Bentley e & A.W.Droxler).
L’articolo in realtà tratta del problema degli uragani tropicali e della comprensione dei cambiamenti climatici in relazione alla loro formazione, ma riporta una serie di interessanti informazioni sul Lighthouse Reef all’interno del quale si ubica il Blue Hole.
Un gruppo di scienziati della Rice University (Texas) e della Louisiana State University ha cercato sulle pareti del sink hole testimonianze della storia climatica all'epoca della fine dei Maya. In particolare sono state analizzate, all’interno di carote di sedimenti marini, le quantità di alluminio e titanio, due elementi che si accumulano in mare durante le piogge tropicali. Da queste analisi emerge che nel periodo finale della civiltà Maya tra l’800 ed il 1000 d.C. il numero degli uragani tropicali era decisamente inferiore a quello attuale, paragonato ad un periodo della stessa durata.
Gli studiosi ipotizzano pertanto che a partire dall’800 d.C. l’area dell’America Centrale sia stata interessata da un periodo di siccità prolungata, che portò come conseguenze la riduzione dell’acqua piovana disponibile alle popolazioni, carestie, malattie e guerre. Una nuova ondata di siccità intorno all’anno 1000 d.C. creò i presupposti per una vera guerra interna alla civiltà Maya, che quindi all’arrivo dei conquistadores spagnoli era già in fase di declino.

 

 

 

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per l'attribuzione dei crediti delle immagini in copertina vedi la pagina dei photocredits

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