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la cattedrale Panagia Ekatontapiliani a Paros

detta anche Panagia Katapoliane, o Madonna delle 100 porte

 

La chiesa di Paroikia conosciuta come Panagia Ekatontapyliane (che in italiano diventa "chiesa delle 100 porte" o anche "Madonna delle 100 porte" di Paros), o anche Katapoliane, è senza dubbio uno dei monumenti cristiani più importanti delle Cicladi. Si trova nel centro di Paroikia a Paros, e vale sicuramente una visita. Il fascino di questa chiesa è nelle sue linee semplici ed essenziali.

 

Questo è il video che ho realizzato nella mia visita:

 

 

Essendo una chiesa ovviamente l'ingresso è libero, ma come detto anche nel video ti consiglio di pagare i 2€ per il biglietto di ingresso al museo ecclesiastico annesso (lo trovi sotto il porticato, a destra dell'ingresso principale), non tanto per il museo stesso che per noi risulta mediamente poco interessante, ma perché include l'accesso all'antico battistero e alla galleria superiore all'interno della chiesa, da cui si può apprezzare meglio l'intera struttura (e fare le foto migliori).

 

storia e curiosità sulla Panagia Ekatontapiliani

La leggenda riportata da tutte le guide turistiche è che questa chiesa sia stata fondata da Flavia Giulia Elena, la madre dell'imperatore Costantino I, quando si fermò a Paros nel 326 d.C. sulla via verso Gerusalemme alla ricerca della Santa Croce. Versioni più elaborate aggiungono una tempesta a cui Elena sia scampata prima di arrivare a Paros, e il motivo della fondazione quindi dovuto al ringraziamento per esserne uscita viva. Altre varianti riportano che Elena decise di costruire una grande chiesa, ma che lasciò poi il compito al figlio Costantino.

La struttura originaria era una chiesa a tre navate, costruita sui resti di un edificio di epoca antica, probabilmente un ginnasio. Il battistero dovrebbe risalire allo stesso periodo di costruzione della chiesa originaria. Una successiva espansione dovrebbe risalire all'epoca dell'imperatore Giustiniano I, che sostituì la copertura originaria con un nuovo tetto ed aggiunse la cupola.

Giustiniano fu imperatore dal 527 al 565 d.C. (anno della sua morte), quindi nel VI sec. e NON nella metà del IX sec. come erroneamente riportato nella brochure che ti danno all'ingresso del museo ecclesiastico. Fu l'imperatore che promosse la Restauratio Imperii e che costruì la chiesa di Santa Sofia di Istanbul (Ναός τῆς Ἁγίας τοῦ Θεοῦ Σοφίας) nella versione in cui la conosciamo noi oggi (le prime due versioni vennero distrutte, in particolare la seconda venne incendiata durante una rivolta nel gennaio del 532 d.C. proprio contro l'imperatore Giustiniano).

Altre storie atte a nobilitare i natali della basilica narrano che l'imperatore Giustiniano incaricò del restauro Isidoro di Mileto, l'architetto che costruì la sopra citata Santa Sofia di Istanbul. Altre versioni ridimensionano la genitura ad un certo Ignazio, allievo di Isidoro (di cui però non si trova facilmente cenno nella bibliografia).

La chiesa è anche conosciuta come "la Santa Sofia dell'Egeo".

La persona più importante collegata alla chiesa è la santa Theoctiste da Lesbo, che si dice morì qui verso la fine del IX sec. dopo avervi vissuto come eremita per una trentina d'anni (all'epoca l'isola di Paros non era abitata a causa delle scorrerie dei pirati saraceni).

Il complesso venne saccheggiato e spoliato durante la dominazione turca, poi gravemente danneggiato nel terremoto del 1733, ma successivamente ristrutturato dopo pochi anni sotto il patrocinio di Nikolaos Mavrogenis. Alla stessa famiglia appartiene Manto Mavrogenis, l'eroina di Paros della guerra d'indipendenza greca, che è qui sepolta.

L'ultima ristrutturazione in epoca moderna risale all'inizio degli anni '60.

 

origine del nome

La chiesa era originariamente dedicata alla "dormizione di Maria" (secondo la chiesa cattolica Maria non sarebbe morta, ma soltanto caduta in un sonno profondo e poi assunta in cielo).

A partire dal XVI sec. la chiesa venne indicata come Katapoliane (che significa "vicina al centro" della città) poi corrotto in Ekatontapyliane (che significa "dalle cento porte") senza alcuna reale connessione con la chiesa. Nell'antichità l'unico riferimento alle cento porte non c'entra niente con Paros e con questa chiesa: Omero si riferisce a Tebe come la città dalle cento porte. In particolare questa chiesa non ha affatto cento porte.

Resta comunque il nesso con la dormizione di Maria: tutt'oggi il 15 agosto a Paros si celebra con partecipazione la festa dell'assunzione di Maria (Kimisi tis Theotokou) con una processione della santa icona per le vie di Paroikia e una festa la sera.

 

struttura e interni

La struttura originaria era a tre navate coperte da un tetto in legno, poi ampliata e coperta in muratura sotto l'imperatore Giustiniano. Ai lati delle navate si aprono varie cappelle, tra cui la più antica e importante è la cappella di San Nicola (in fondo a sinistra).

Nella costruzione originaria e nei successivi restauri e ampliamenti sono stati ri-utilizzati moltissimi elementi e marmi antichi: colonne e architravi dal periodo ellenistico, così come parte dell'altare, e due colonne ed un mosaico sopravvivono dal ginnasio romano su cui la chiesa venne eretta. Un altro mosaico romano che rappresenta le fatiche di Ercole, sempre proveniente da questo ginnasio, è oggi esposto al museo archeologico di Paros.

Gli affreschi più antichi sono quelli conservati nel battistero, e risalgono al XI-XII sec. d.C.

 

dove si trova

Come detto la chiesa delle 100 porte si trova nel centro di Paros. Non è direttamente interamente visibile dalla strada perché è nascosta da un alto muro bianco, ma davvero non ci si può sbagliare, visto che è la costruzione più imponente del centro.

Questa la mappa con la posizione precisa:

 

 

 

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