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The Underbelly Project

murales in una vecchia stazione abbandonata della metro

 

Delle tante esposizioni artistiche di New York questa NON PUOI includerla nel tuo itinerario: le opere d’arte non si trovano all’interno di un confortevole museo, ma al buio di una stazione abbandonata della metropolitana di New York.

 

Nell’estate del 2010 due writers americani, PAC e Workhorse (nickname che in inglese significa lavoratore instancabile, stakanovista), hanno dato vita al The Underbelly project, un’esposizione di street art (graffiti) realizzata da più di cento artisti in una stazione abbandonata della metropolitana. In modo molto professionale hanno imposto a tutti i partecipanti un severo codice etico: massima segretezza sul dove si trova e come raggiungere la stazione abbandonata, una sola discesa a disposizione e non più di 4 ore di lavoro per completare il proprio lavoro artistico (altre voci dicono una notte intera), per poi non tornare più sul posto.

 

The Underbelly Project New York metro station

photocredit: Trustocorp

 

L’intento è ovviamente nobile: riportare la street art nella dimensione da cui è nata, nel buio degli spazi abbandonati. Il fatto che per gli organizzatori ne sia derivata una grandissima visibilità ed interesse del pubblico è solo una coincidenza fortuita e non voluta: il progetto voleva essere tenuto così nascosto e segreto che hanno portato con loro solo un giornalista del New York Times.

 

Trasformare una galleria abbandonata della metropolitana in una galleria d’arte non accessibile è stata una mossa semplice e geniale: ha successo perché fa leva sul comune gusto del proibito, e sul quel perverso meccanismo psicologico del “lo voglio vedere perché mi hanno detto che non si può”. Difatti negli ultimi mesi del 2010 a New York parecchie persone si misero alla ricerca del posto segreto, inoltrandosi lanterne alla mano nei meandri abbandonati della metropolitana.

 

Confrontando le foto emerse su internet e le foto storiche di tutte le stazioni abbandonate sembra che una location papabile sia saltata fuori: una stazione costruita negli anni ’30 e poi abbandonata, non lontano dalla fermata Broadway della linea G, vicino South Fourth Street a Williamsburg, Brooklyn.

 

Questa è la posizione approssimativa sulla mappa:

 

 

 

Pianificata nel 1929 la stazione doveva far parte di un ambizioso piano di ampliamento delle linee di collegamento tra Lower Manhattan con Brooklyn e Queens, ma la grande depressione fece abbandonare il progetto lasciando i lavori a metà.

 

La storia è intrigante, ma

 

io sconsiglio vivamente di provare ad andarci

 

A parte il fatto che è pericoloso e rischi di perderti nei labirinti (e non uscirne), ci sono buone probabilità di avere guai di ogni tipo: all'inizio la polizia ha arrestato diversi curiosi che stavano cercando il sito, e che invece hanno trovato le pattuglie che lo presidiavano. Facile immaginare l’allegria di quei poliziotti mandati a marcire per ore al buio in compagnia dei topi per proteggere qualcosa di illegale, e con quale spirito possano aver accolto i malcapitati. Da quello che si è capito l’accusa per l’arresto era di essere entrati in aree proibite, e per alcuni di essere stati pizzicati con bombolette di spray colorato. A noi la cosa può far sorridere, ma a New York vige ancora la tolleranza zero. Questo accadde parecchio tempo fa e sicuramente il presidio durò solo quanto l'interesse del momento, ma per la polizia è facilissimo controllare la zona: se ingrandisci al massimo la mappa inclusa sopra vedrai che a pochi passi del presunto ingresso c'è la stazione del 90th Precint. Ad ogni modo ripeto che avventurarsi nei tunnel della metro è molto pericoloso (rischi pure di finire sotto un treno) quindi non ci provare nemmeno.

 

Deirdre Parker, portavoce del New York City Transit, comunicò che non c'era intenzione di ricoprire i murales illegali, per il semplice motivo che la stazione è chiusa, non accessibile, e perennemente immersa nel buio, quindi nessuno può vedere nulla. La cosa logica da fare era ovviamente bloccarne l’accesso, ma sembra che esploratori incalliti continuino a penetrare nel sito, e che qualche vandalo abbia pure danneggiato alcune opere.

 

Notizie affidabili recenti non ce ne sono più.
 

Puoi trovare una raccolta di queste immagini su Flickr e sulle pagine del New York Times, ma il modo migliore per capire di cosa stiamo parlando è questo video:

 

 

Per come la vedo io solo due tre murales sono notevoli, tutto il resto è irrilevante.

 

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Mariano Guido Uberti tondo 64x64  

Mariano Guido Uberti

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per l'attribuzione dei crediti delle immagini in copertina vedi la pagina dei photocredits

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